La storia del pane

Fino ad oggi la storia del pane è molto lunga. Comincia con gli Egizi che per primi scoprirono casualmente le proprietà del frumento frantumato, inacidito e impastato con l’acqua, nel quale si sviluppavano spontaneamente i lieviti, continua con i primi mulini che permisero di meccanizzare le operazioni  di macinazione e arriva fino ad oggi, dove la tradizione si sposa con le moderne tecnologie.

Certamente i primi esempi di pane presso gli Egiziani erano molto diversi dal pane che consumiamo oggi (per sapore e morbidezza). Ci sono arrivate molte testimonianze dagli scavi archeologici (raffigurazioni nelle tombe, statuine, ecc.) che attestano come la lavorazione del frumento per ottenere il pane fosse molto diffusa in Egitto.
Dall’Egitto l’arte panaria arrivò in Grecia e il grano diventò talmente importante da entrare nel mito e nelle celebrazioni religiose dei misteri eleusini. Il frumento era legato al culto della terra madre e feconda.
I Greci usavano forni perfezionati, frantoi a due macine e vari tipi di lievito.
Anche per i Romani il pane acquistò molta importanza sia a livello religioso che economico: nacquero vere e proprie corporazioni di “pistores” (fornai). Cominciò anche a diffondersi il mulino ad acqua.
Fin dall’epoca dei Romani il pane bianco, raffinato, era destinato alle classi più agiate.
I Barbari conoscevano il pane e facevano coltivare il frumento ai popoli resi schiavi.
Nel corso dei secoli continuò a perfezionarsi l’arte panaria e il pane diventò un alimento sempre più agognato dai poveri.

Tappe importanti per l’industrializzazione nella produzione del pane e la meccanizzazione nella coltivazione del frumento furono: nel 1728 la scoperta del glutine ad opera di Bartolomeo Beccari e la successiva diffusione del lievito industriale.
In seguito l’uso di concimi chimici permise di aumentare la produttività e nel 1850 fu realizzata la prima mietitrice meccanica.
Negli anni Venti iniziò la vera e propria produzione industriale di pane con l’introduzione di forni a riscaldamento indiretto e delle formatrici.